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 RICORDI DOCUMENTATI

Racconti documentati di Venice Gianbattista. »

 

 

 

 

 ZANARDELLI IN BASILICATA (Settembre 1902)

 

Oggi, andare da Cirigliano a Gorgoglione è diventata una classica fumata di sigaretta, ma un tempo, considerati anche i mezzi a disposizione era veramente difficile poiché non c’era neanche la strada.

La costruzione di una strada di collegamento tra i due paesi, risale a circa un secolo fa e si deve all’interessamento del Presidente del Consiglio dell’epoca Giuseppe ZANARDELLI in visita in Basilicata nel Settembre 1902. Di seguito faccio una breve cronaca dell’evento.

In occasione della visita a Gorgoglione di Giuseppe ZANARDELLI, fu messo a disposizione, dal proprietario terriero famiglia BRUNO, un carro trainato da buoi, il mezzo più comodo per raggiungere il paese.

Giunse a Gorgoglione dalla strada ex 103 che nasceva a Montesano (PZ), passava per Corleto Perticara, toccava il territorio di Gorgoglione a circa 4 Km dal centro abitato, proseguiva per Acinelli e arrivava a Montalbano Ionico. 

In quell’occasione al Presidente del Consiglio fu segnalata la necessità per le popolazioni locali, di collegare la suddetta strada agli abitati di Cirigliano e Gorgoglione e alla provinciale che partendo dallo scalo di Grassano, passava dal bivio di Cirigliano per arrivare a Stigliano.

Giuseppe ZANARDELLI s’impegnò per tale opera che fu realizzata qualche anno più tardi.

Finalmente i due paesi così vicini erano collegati tra loro.

Il comune di Gorgoglione gli intitolò una piazza e su una pietra fu scolpita a caratteri cubitali la seguente frase: «GIUSEPPE ZANARDELLI promise e mantenne».

Quella targa troneggiava nella piazza.

In seguito al terremoto dell’ormai lontano ‘80 la piazza è stata transennata per motivi di sicurezza, rendendo in pratica invisibile a tutt’oggi la targa.

Quanti anni dovranno passare per renderla di nuovo visibile, oppure non è importante per la storia del nostro territorio e dei nostri paesi?

Il Presidente del Consiglio nel suo viaggio fu ospite della famiglia FORMICA a Stigliano, ed io posseggo e custodisco gelosamente il menù originale che donna Bianca FORMICA gli servì per onorarlo della visita.  

Ritengo quel Menù una cosa preziosa per la memoria storica dei nostri paesi, perciò la metto in rete ben visibile e a disposizione di tutti, sperando che la stessa cosa avvenga al più presto per la targa di Piazza ZANARDELLI. 

Cirigliano 20 aprile 2004 

                                                                       Giambattista Venice 

 

 

IL GALLO SCOSTUMATO

 

 Stigliano 1912.

La scostumatezza di un gallo che non ebbe la fortuna  di una sana educazione conforme alle leggi della moralità, richiamò ieri nell’aula di questa pretura un pubblico assai numeroso che gremì completamente la sala.

Quel gallo impudico che il giorno 9 gennaio w. S. volle pubblicamente affermare le sue qualità nella piazza di Gorgoglione, pagò assai cara la violenza che da vero prepotente, esercitava sulle galline estranee al suo pollaio, poiché il padrone di queste da buon tiratore, gli scagliò un sasso che lo colpì  a morte tanto che, la bestiola non ebbe il tempo di rendere il suo interrogatorio alla guardia municipale Bonamassa, che intervenne per assodare la responsabilità.

L’atto di quel gallo ineducato fu causa di ingiurie contro il gallocida, di uno  schiaffo contro la sua padrona che, ancora rimpiange la tragica fine del Re del suo pollaio; distrappi  molteplici alla zimarra di un prete e di un secondo lancio di pietra anch’essa ben diretta, contro il capo del marito di D. Anna ; associatosi alla moglie per vendicare il sangue versato dal loro gallo, che passò agli onori della badella.

Tutto ciò trascinò sul banco dei rei della nostra Pretura il gallicida Leone Antonio e suo fratello rev. D. Gioacchino, il padrone del gallo Francesco Lauria e la moglie D. Anna.

Tutti gli imputati furono strenuamente difesi dai rispettivi patroni  Avv. Cav. Uff.  Stefano Tancredi, Avv. Comm. Michele Forestieri e Avv. Salomone.

Questo giudice avv. Domenico Deluca emise sentenza di condanna  per tutti gli imputati con complessive L 650 di multa, cioè L 250 a carico di Leone Antonio e L 100  del fratello rev. D. Gioacchino sui quali pesa il rimorso della scomparsa dalla scena  del mondo di quel gallo tutto compreso dell’ ordine divino crescere e moltiplicare.

Lire 200 a carico di Lauria Francesco e L 100 a carico della moglie D. Anna, sui quali pesa il rimorso di non aver bene educato e quindi non aver custodito con le necessarie cautele quel gallo portentoso per la propagazione della specie .  

Bruno Giuseppe



Un altro pezzo di storia raccontata da Gianbattista Venice.

C’era una volta nell’agro di Cirigliano tre mulini ad acqua.

Il quarto a causa di una grande carestia fù fatto costruire da Filippo Formica nell’anno 1846 al posto di quello gia’ esistente.

Un maestro muratore del tempo scolpì su una pietra calcarea la seguente dicitura:

L’EDIFICIO COLLA MACINA CHE MIRI O PASSAGGIERE DI FILIPPO FORMICA FU OPRA E GRAVI PONSTERE NA PIU’ DI VENTI LUSTRI CHE NEL MEDESIMO LOCO UN ALTRO A QUESTO SIMILE VE NE ERA PRESSO A POCO L’OGGETTO DI TAL OPRA
QUAL FU……………… CHE CREDERIA FU SOL DI SOLLEVIARE I SUOI CITTADINI NELLA GRAN CARESTIA.
D.C.M ANNO 1816

oppure un  interpretazione di Rosetta:

Io lo leggo cosi':

L'edificio colla machina Che miri o passeggere Di Filippo Formica
Fu opra e gravi pensieri.

Ha piu' di venti lustri Che nel medesimo loco Un altro a questo simile
Ve n'era presso a poco.

L'oggetto di tal opra Qual fu a chi 'l crederia Fu sol di sollevare
I suoi concittadini.

D. C. M. Anno 1816

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