|
|
MAPPA
SISMICA DELLA BASILICATA
Mappa del epricolo sismico Lucano»
|

Gli
scenari dei terremoti in Basilicata
Nel
corso degli ultimi anni (in particolare nel 1999-2000)
sono stati compiuti notevoli sforzi nella ricerca
scientifica per la prevenzione relativa al rischio
sismico, con notevole contributo offerto
dall’interpretazione dei dati che vengono rilevati
dalle reti di monitoraggio.
Pertanto
alla collaudata rete sismografica dell’ ING
(Istituto Nazionale di Geofisica) si vanno finalmente
sviluppando anche nuove e sofisticate reti
accelerometriche, sia da parte del Servizio Sismico
Nazionale (SSN) che dell’ENEA (per le opere
monumentali ed i centri storici), con significativi
sforzi compiuti anche da parte delle Regioni (in
particolare della Regione Basilicata).
Pertanto,
in Italia, sono stati già raccolti significativi
elementi di valutazione in occasione dei più recenti
terremoti che hanno colpito l’Umbria (nel 1997) e la
Basilicata meridionale (nel 1998) ed é sempre vivo
l’interesse dei ricercatori nel coinvolgimento dei
comuni per l’acquisto di almeno un accelerografo per
ogni centro abitato (in aggiunta alle reti regionali),
anche in considerazione del notevole progresso
compiuto nel campo della strumentazione e la
possibilità di poter disporre di strumenti a costi più
accessibili.
Questi
nuovi accorgimenti danno la possibilità di poter
svolgere un’attenta e continua operazione di
sorveglianza ai Dipartimenti Regionali della
Protezione Civile (sia in fase di prevenzione che di
emergenza), rilevando la presenza di una sia pur lieve
attività sismica,
ed individuando tempestivamente l’attivazione
di una faglia presente sul territorio.
Pertanto
questa ricerca, ormai in fase di completamento, é
finalizzata alla definizione dello “scenario” di
massimo pericolo offerto dall’attivazione della
particolare zona sismogenetica, considerata in maniera
isolata dal contesto generale. Essa rientra nel
progetto “Vulnerabilità sismica delle Aree
Urbanizzate della Regione Basilicata” nel
programma POP-FERS 1994-99 ed è stata sviluppata
dall’Osservatorio Vesuviano di Napoli e dalla
Geocart di Potenza, con il coinvolgimento di molti
tecnici. L’obiettivo è quello di poter quantificare
preventivamente, per i diversi centri abitati e per le
più importanti “lifelines”, le più probabili
amplificazioni sismiche prodotti da fattori geologici
e geomorfologici.
Costituiscono
elemento di base le ricerche effettuate nel passato
(illustrate nei paragrafi precedenti), che già
definivano la pericolosità globale dell’area con
analisi storica “complessiva” dei terremoti
prodotti da tutte le faglie della regione interessata.
In questo caso viene invece isolato l’effetto
singolo proveniente da un’unica faglia attiva al
momento, rilevata dalle operazioni di monitoraggio
sismo-accelerometrico. Ciò diviene, infatti,
fattibile grazie al possibile Early Warning fornito
dalla rete di monitoraggio.
Infatti
é indispensabile creare le premesse per una attenta e
costante operazione di prevenzione, possibile soltanto
con uno studio ed esame dei dati forniti dal
monitoraggio, in considerazione che in Basilicata
(come in moltissime altre zone italiane esposte al
rischio sismico) una grande percentuale delle
costruzioni è a rischio di crollo in caso di forte
terremoto.
Pertanto,
non solo è necessario poter valutare il rischio
prodotto separatamente da ciascuna faglia, ma diviene
indispensabile informatizzare tutti i dati con sistemi
G.I.S (o S.I.T.) su diversi "strati"
geografici territoriali, acquisendo tutte le possibili
informazioni sul territorio, alle quali poi
sovrapporre le nuove mappe di rischio sopra
menzionate.
|