Breve
storia della basilicata
Analisi
storiche della regione basilicata dell’autore
Palma
di Fuscella in formato word.
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LA
PREISTORIA
q
I
GRECI
q
I
LUCANI
q
I
ROMANI
q
I
BIZZANTINI
q
IL
MEDIOEVO E I LONGOBARDI
q
I
NORMANNI
q
FEDERICO
II
q
ANGIOINI
E ARAGONESI
q
L’ETA’
MODERNA
q
IL
RISORGIMENTO
q
IL
BRIGANTAGGIO
q
L’UNITA’
NAZIONALE
Basilicata,
già Lucania (denominazione assunta dal 1932 al
(1947), regione dell'Italia meridionale,
compresa tra la Campania a ovest, la Puglia a
est e la Calabria a sud. È bagnata per un breve
tratto dal Tirreno (golfo di Policastro) e per
un ampio tratto dal mar Ionio (golfo di
Taranto); 9.992 km²; 611.155 ab. (61 ab. km²).
Comprende soltanto due province (Potenza e
Matera); 131 comuni (100 comuni nella provincia
di Potenza, 31 in quella di Matera). Capoluogo
Potenza.
La Basilicata è una regione quasi completamente
montuosa. L'idrografia è abbastanza sviluppata,
ma i fiumi hanno per lo più carattere
torrentizio. Il clima è mediterraneo, con
inverni miti ed estati calde (oltre 25 °C).
Dopo la grande emigrazione degli anni Sessanta,
si è avuta una ripresa demografica, con un
contemporaneo spostamento degli abitanti dalle
zone più montuose e meno industrializzate della
provincia di Potenza a quelle più pianeggianti
della provincia di Matera. Nel settore agricolo,
le colture principali restano, soprattutto nel
Potentino, quelle dei cereali. Discretamente
sviluppata è comunque la produzione zootecnica,
nei settori ovino, caprino e bovino.
L'industria, che interessa la regione, si basa
fondamentalmente sul settore estrattivo: metano
e petrolio. L'attività di queste aziende è
comunque da anni in fase statica, con tendenza
alla diminuzione. In aumento l'energia
elettrica. Il campo manifatturiero è
caratterizzato dalla presenza di imprese di
piccole dimensioni.
Nell'alto medioevo, la regione fu teatro delle
lotte tra i Bizantini, i Goti, i Longobardi e i
Normanni. Al 1175 risale il primo documento
recante il nome di Basilicata (probabilmente da
basilikós, funzionario bizantino). Passata agli
Svevi, la regione si oppose a lungo, nella
seconda metà del XIII sec., alla conquista
angioina, e sotto il dominio spagnolo, alimentò
una ribellione antispagnola ai tempi di
Masaniello. La Basilicata entrò a far parte del
regno d'Italia dopo la liberazione da parte di
Garibaldi (1860). Ma fu allora ch'essa vide
esplodere tutti i suoi antichi e violenti
contrasti sociali nel fenomeno del brigantaggio.
La repressione cruenta del 1861-1865 non venne
in alcun modo accompagnata da provvedimenti atti
a risanare la situazione ulteriormente
aggravatasi, forse più che altrove nel
Mezzogiorno, per la concorrenza del Nord
industriale. Soltanto nel 1904 una legge
speciale per la Basilicata tentò di far fronte
ad alcuni dei più urgenti problemi; ma
soprattutto dall'emigrazione, che spopolò
alcune zone, riuscirono a trarre beneficio le
popolazioni della Basilicata. Dopo l'armistizio
dell'8 settembre 1943, fu tra le prime regioni
italiane occupate, quasi senza colpo ferire,
dagli Alleati.
Le testimonianze più notevoli dell'arte
classica della B. sono quelle dei templi dorici
di Metaponto, una delle città più importanti
della Magna Grecia; in particolare, le colonne
superstiti del tempio detto delle Tavole
Palatine (VI sec. a.C.). Resti solenni di
monumenti romani sono in tutta la regione, aspra
e montagnosa. Il primo affermarsi dell'arte
cristiana nella B. fu in piccole chiese di
origine bizantina, scavate nella roccia; sulle
rugose pareti di queste grotte, ignoti pittori
dipinsero figurazioni cristiane in modi e forme
bizantine. Ma la B. ebbe il suo momento di
maggior splendore artistico al tempo dei re
normanni e svevi. Si ricordano: la cattedrale di
Acerenza, il duomo di Rapolla e quello maestoso
di Matera. Il monumento più insigne della zona
è però la diruta abbazia della Trinità a
Venosa. Notevoli castelli.
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