S
econdo Magini:
"Fu detta Lucania per esser posseduta
dai Lucani et altri portarono altre
etimologie, ch'io tralascio".
Di una
regione montuosa, boscosa, scarsamente
popolata, retta a confederazione di vari
popoli, che soltanto in guerra talvolta
eleggevano un duce, o re, e che avevano, come
centri politici, le loro piccole capitali, da
cui in massima parte prendevano il nome, non
e' a parlare di una capitale comune.
Strabone
nomina Petelia come loro metropoli. Ma i
Lucani non avrebbero potuto tenere un centro
politico in regione fuori dei loro confini,
allora ormai fissati. Ne' si puo' intendere
che il geografo alluda a tempi in cui i Lucani
avevano invaso il territorio dei Bruzii,
perche' questi avevano e conservavano come
capitale la loro Cosentia. Piuttosto, Petelia,
metropoli dei Lucani, va intesa come sede loro
primitiva, come primo nucleo formatosi dalle
immigrazioni sannitiche.
Gli storici
han cercato questa capitale qua e la', nella
valle del fiume Alento, o a Polla nel Vallo di
Diano, o sul monte Stella, vicino al capo e
all'isola di Licosa. Ma ne' l'archeologia, ne'
la toponomastica son venute a suffragare le
varie ipotesi.
Le terre
lucane offrono altri elementi toponomastici
per far supporre che vi esistano contrade, in
cui petra indichi roccia, monte.
Petrella e' contrada sulla destra del Calore.
Petra della Sirena era la punta di Licosa.
Nella
divisione dell'Italia in undici regioni,
Augusto uni' alcune in una sola, come Venetia
ed Histria, Latium et Campania, Sabinia
Samnium, Apulia Calabria; questa fusione
tocco' alla Lucania e all'ager Brutiorum.
Questo fu accodato a quella, per la sua minore
importanza, e perche' vi durava ancora la
condizione miserevole in cui Roma l'aveva
ridotto, per aver preso le parti di Annibale.
Nelle successive divisioni amministrative di
Adriano, di Diocleziano, di Costantino queste
due regioni furono sempre unite.
Talvolta la
Lucania fu allargata nei suoi confini storici:
nei tempi di Costantino, comprese anche
Salerno e formo' coi Bruzii la nona regione.
Solo in Paolo Diacono la Lucania e' distinta
dal Bruzio.
La divisione
della Lucania in castaldati longobardi spezzo'
l'unita' storica della regione. Il documento
che l'attesta e' della meta' del secolo IX.
Radelchisio, principe di Benevento, e
Siconolfo, principe di Salerno, si dividono il
territorio del ducato beneventano.
L'atto di
divisione, stabilisce che restino al
principato di Salerno: Taranto, Latiniano,
Cassano, Cosenza, Laino, Lucania, Conza,
Montella, Rota, Salerno, Sarno, Cimitile,
Furculo, Capua, Teano, Sora e mezzo il
castaldato di Acerenza da quella parte che e'
congiunto con Latiniano e con Conza.
Cosicche'
l'estrema Calabria, l'Apulia e il Salento
restavano di dominio bizantino: e restavano
nel principato di Benevento le terre lucane
Melfi, Venosa, Forenza, Genzano, ma non
Matera.
Ancora sul nome
Su come si
debba intendere il nome Lucania fra Laino e
Conza si e' discusso a lungo. Dapprima si
segui' il Pellegrini, che credette il
castaldato di Pesto essere detto di Lucania,
altri credettero che una citta' Lucania fosse
posta sul Monte Stella. Questa supposizione
secondo il Racioppi, proviene dalla Cronaca
Cavese, in cui Lucania appare piuttosto una
citta' che una regione. L'opinione piu'
probabile e' quella del Racioppi, che
interpreta Lucania per Cilento, cioe' il nome
si sarebbe nuovamente ristretto alle primitive
sedi dei lucani, anche se i paesi citati sono
tutti centri urbani di confine. Lucania
sarebbe quindi un'eccezione ?
Mandelli,
viceversa, vedeva in questo toponimo di
Lucania lo scambio di Leucasia (la punta di
Licosa) e che potrebbe formare appunto
un'altro limite estremo del principato di
salerno.
Di
quell'epoca una cosa e' certa: l'unita'
storico-amministrativa della Lucania era
spezzattata. Poi compari Basilicata, e Lucania
resto' un toponimo dotto, rievocato sempre,
usato spesso dagli scrittori e dai poeti,
tenacemente mantenuto e desiderato nel
linguaggio ufficiale.
La Basilicata
Dallo
spezzetamento della Lucania in castaldati
longobardi sorse il ducato normanno di Melfi,
di 12 citta', estendentesi da Melfi al
Gargano, dal Bradano al Fortore, e che
comprendeva nella nostra regione Lavello,
Venosa, Acerenza, Montepeloso. Sorsero poi il
ducato di Puglia e il comitato di Calabria.
Nel 1130, la monarchia normanna riuni' le
sparse membra dell'Italia meridionale. Nel
secolo XII, la monarchia fu' divisa in 10
giustizierati, tra cui quello di Basilicata e
di Salerno, che risultarono all'ingrosso della
Lucania. Ma il nome Basilicata, di origine
bizantina, doveva gia' esistere. Nei cataloghi
dei baroni normanni appare che raggiungesse il
fiume Sinni.
Cosicche' la
Basilicata si andava estendendo nel ;elfese e
la Calabria quadagnava terreno nella Lucania.
Basilio imperatore
Il nome
Basilicata compare nei documenti ufficiciali
molto tempo dopo della sua introduzione
bizantina, e si argomenta dell'analogia con
altri nomi di provincie o giustizierati.
La Cava mise
in campo varie ipotesi sull'origine del nome
Basilicata: regio o regno, o da una badia
dell'ordine di S. Basilio, sulla Salandrella,
presso il mare Jonio, o dal catapano Basilio
Bugiano o dall'imperatore Basilio II.
Quest'ultima, la piu' probabile per lo storico
lucano, e' confortata da molte sue citazioni.
Ai tempi di Basilio II, nel secolo X, si
sarebbe introdotto il nome Basilicata, quando
appunto i bizantini, dopo la rotta inflitta ad
Ottone II, accrebbero i loro possessi a danno
dei principati di Salerno e di Benevento.
Racioppi crede invece che Basilicata derivi da
Basilico: "quale che sia il
significato di questa parola, quale che siasi
la flessione terminativa sua, o per genere o
per numero", cioe' il governatore della
contrada.
Documenti del
1134, 1162 e 1230 portano il nome di
Basilicata, ma sono creduti apocrifi.
Attendibile invece e' soltanto uno del 1175.
Il documento pero' col quale possiamo
integrare i confini della Basilicata e' quello
angioino del 1267-1277, che e' un elenco dei
148 paesi del giustizierato di Salerno, al
quale apparteneva una zona, comprendente i
paesi di Brienza, Vietri, S.Angelo, Salvia
(oggi Savoia).
I confini
dell'epoca angioina dimostrano che il
territorio guadagnava in estensione a sud, in
confronto di precedenti divisioni e
definitivamente vi era compresa nell'antica
Lucania, oramai spezzata in due province:
Salerno e Basilicata.