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MULINI
AD ACQUA
Sarò anche un romantico, una specie di Don Chisciotte che
lotta contro i mulini a vento per salvare quelli ad acqua ma ho tanto
l'impressione che, se non acquistiamo la coscienza civica necessaria per
difendere il nostro patrimonio culturale, cirigliano avra' sempre meno
possibilita' di rinascita.-- Foto scattate durante l'incontro con il
cavaliere intinerante al vecchio mulino di Cirigliano sulle traccie
dell'antico Regio tratturo.
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Strutturalmente
il mulino ad acqua univa una grande efficacia ad una
reale semplicità: l'acqua captata più a monte era
canalizzata e raccolta in una vasca.
Da
questa essa si riversava con impeto nella torre
fino a raggiungere la cosiddetta 'casetta' del mulino,
luogo dove l'acqua azionava i congegni permettendo
alle macine di girare.
Lo
schema vasca, torre, casetta si ripeteva ma non
mancavano differenze strutturali dovute a fattori
contingenti ed alle differenti epoche di costruzione
dei mulini.
Queste
strutture, ubicate lungo i maggiori corsi d'acqua,
rientravano nelle proprietà ecclesiastiche, ma
appartenevano anche ad uomini di governo o ad
esponenti della nobiltà i quali finirono con il
monopolizzare il settore molitorio.
Alcune
strutture funzionavano ininterrottamente, adottando
nel periodo estivo il sistema 'a torre accolta' ; esso
consisteva nel lasciare raccogliere nella torre del
mulino un volume d'acqua sufficiente ad azionare le
macine.
Funzionanti
fino alla metà del 1900, i mulini oggi sono in un
evidente stato di abbandono.

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