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Come arrivare a Cirigliano

A Cirigliano si può arrivare percorrendo la ex S.S. 103 se si proviene da Stigliano o da Potenza. Dalla Val D’Agri e dal Metapontino si arriva percorrendo la fondovalle del Sauro e poi la fondovalle per Cirigliano e Gorgoglione.
Cirigliano dista da Matera 97 km e da Potenza 67 km. Altri centri limitrofi:
Stigliano 14 km, Gorgoglione 7 Km, Accettura 18 km

Notizie Storiche Ciriglianesi

Cirigliano si estende su un altura a circa 656m. s.l.m.. Il toponimo secondo il Racioppi potrebbe derivare da “ Cearellius”, cioè “ proprietà di Cerellio” in quanto il centro abitato fu edificato nei terreni di un certo Cerellio, legionario romano. Secondo Antonio da Oppido, invece, esso deriverebbe da “ Caelianum” antica stazione di posta romana sulla via Herculia. Il primo documento ufficiale nel quale compare Cirigliano risale al 1060 in una bolla papale, in cui si riconosce la sua appartenenza alla diocesi di Tricarico, quando quest’ultima passa dal rito greco a quello latino. Nel periodo normanno il feudo apparteneva alla contea di Montescaglioso e signore di Cirigliano era un certo Asmindo, milite del principato di Taranto. Nel 1167 apparteneva ad un certo Pagano, tenente di Cirigliano, il cui feudo era tenuto a fornire tre militi e quattro inservienti. Successivamente sotto gli angioini, signori di Cirigliano furono Filippo Echinard e Giovanni Pipino. In seguito re Ladislao donò il feudo a Giacovello Moccia. Dal 1487, quando re Ferdinando d’Aragona lo vendette a Pascacio Diaz Garlon conte di Alife, il feudo di Cirigliano passò nelle mani di molti feudatari quasi sempre per vendita, infatti dopo essere stato acquistato da Ettore Marra fu ceduto a Gianvincenzo Sanfelice, pervenne a Camilla Rocco e in seguito al marito Cesare Muscettola. Dal successivo acquirente, Francesco, nipote di Muscettola, passò nelle mani della figlia Cassandra che lo rivendette a Giovanni Battista Coppola. Nel 1593 il feudo fu acquistato dai Villani, che lo rivendettero a Francesco Formica. Dalla Relazione Gaudioso del 1736 si sa che Cirigliano era una cittadina dall’aria salubre, edificata tra due valloni, la cui popolazione, essenzialmente dedita al lavoro agricolo, produceva olio di ottima qualità grano, vino e lino. Quando nel 1806 la feudalità venne abolita, ultimo signore di Cirigliano era un Fomica, Don Giovanni che morì nel 1816 nel palazzo feudale di famiglia, ancora oggi intatto nella sua struttura esterna. Cirigliano partecipò attivamente ai moti antifrancesi e nel periodo del brigantaggio subì diversi saccheggi come quello avvenuto per opera dei briganti di Crocco nel 1861. Nel 1973 una frana di enormi proporzioni inferse un duro colpo all’economia del paese, molti vigneti e uliveti furono spazzati via dalla furia dell’evento e numerosi edifici subirono ingenti danni.

CAP75010
Prefisso Telefonico0835
Codice Istat077005
Codice CatastaleC723
Denominazione Abitanticiriglianesi
Santo PatronoSan Giacomo
Festa Patronale25 luglio
ProvinciaMatera (MT)

Arte e Architettura Ciriglianese

Cirigliano sorge raccolto su un rilievo contornato da alte montagne e fitti boschi, lungo il torrente Sauro. Feudo dei Pagano di Cirigliano, il paese appartenne in seguito a diversi signori tra cui i Formica, ai quali si deve, nel 1593, la costruzione del Castello.
Nel centro antico si trova la Chiesa Madre, risalente al XVI secolo, ma ricostruita agli inizi del’ 900.

Da visitare la Chiesetta della Madonna della Grotta, scavata in un enorme masso.
Particolare importanza acquista il Carnevale di Cirigliano, con un corteo in maschera che attraversa il paese dalla domenica al martedì grasso e interpreta i dodici mesi dell’anno.

Palazzo Baronale
Il castello Baronale fu costruito nel 1593, sui resti di una precedente struttura di epoca tardo bizantina. Nonostante i rimaneggiamenti subiti, l’ultimo infatti risale al 1842, la struttura odierna ha conservato l’impianto originario. Sulla facciata si legge la seguente iscrizione” Questo vecchio castello che una col titolo di baronia Filippo Formica il primo tenne nel MDXCIII i fratelli Filippo Angiolo e Giuseppe discendenti di lui soppressi i segni della feudale giurisdizione a miglior forma ridussero nel MDCCCXLIII”. Particolarmente interessante è la torre ovale, presente all’interno della corte del castello, torre che con la sua pianta ellittica è uno dei pochi esempi esistenti e visibili in Europa. Fu realizzata con tale tecnica costruttiva su progetto dell’architetto Pietro D’Agincourt. Particolarmente interessanti sono gli altorilievi che adornano i beccatelli dei due balconcini che si affacciano sulla piazza. Infatti tre dei sei volti di donna scolpiti in pietra locale presentano un’acconciatura molto singolare e pronunciata, gli altri tre mostrano un evidente gozzo.

Chiesa Madre
La Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Assunta è stata eretta nel sec. XVI e all’inizio dell’800 è stata quasi del tutto rifatta. La struttura iniziale doveva essere a croce latina e lunga il doppio rispetto all’attuale. Infatti, in seguito al crollo della roccia su cui era fondato l’edificio si ebbe il conseguente cedimento di buona parte della navata centrale.Anche il corpo di fabbrica del campanile ha subito vari rifacimenti. L’ultimo nel 1973 ha comportato l’aggiunta di due piani. La struttura della chiesa si conforma di tre navate, quella centrale termina con un presbiterio piatto rispetto alla dinamicità del resto dell’organismo. I dipinti che adornavano le pareti e la zona dell’abside, oggi non più esistenti, risalivano all’epoca di costruzione della chiesa e furono rimaneggiati negli anni’ 50. Nella chiesa sono custodite alcune statue lignee del sec. XVII, tra cui l’Immacolata, San Giacomo e Santa Maria Maddalena.E’ inoltre conservato un battistero in pietra, costruito da un catino di fattura piuttosto grezza datato al XV secolo. La chiesa come è visibile oggi, è frutto di un restauro generale terminato nel 2002.

Cappella dell’Addolorata
La cappella dedicata all’Addolorata, annessa al palazzo baronale, è stata edificata nel XVII secolo. La struttura Organizzata in un’unica navata, è impreziosita da un soffitto ligneo decorato con dipinti ad olio nel quale è stata accuratamente inserita, con una cornice, una tela dipinta anch’essa ad olio, raffigurante una Pietà. Sull’altare si trova una statua” manichino” della Madonna Addolorata del XVIII secolo. Altro prezioso particolare è costituito dall’organo e dalla cantoria in legno intagliato policromo, sostenuta da due colonne. Dietro l’altare maggiore si trova una fonte lavamani con vaschetta e mascherone scolpito in pietra di pregevole fattura. Nello stesso vano sono sepolti il barone Giovanni Formica con la sua consorte Barbara Donnaperna morti rispettivamente nel 1814 e 1835.